con Una Ragione per Vivere di Rebecca Donovan si chiude la serie “Il nostro Universo Trilogy”, formata da 'Una Ragione per Amare' (leggi la recensione qui) e 'Una Ragione per Restare' (recensione qui).
Emma Thomas ha scelto di fuggire. È scappata via da Weslyn lasciandosi alle spalle gli incubi del passato. Ha chiuso a chiave il suo cuore e ha deciso che non permetterà a nessuno di raggiungerla, di riempire il vuoto che sente dentro. Ora è all'università in California, ha stretto nuove amicizie e ha un nuovo ragazzo. Con Evan, il suo grande amore di una volta, è tutto finito: Emma sa che gli ha fatto troppo male e che è troppo tardi per tornare indietro. Ma Evan non ha dimenticato la ragazza che gli ha spezzato il cuore. La sta ancora aspettando, e quando arriva l'estate nulla potrà più opporsi al loro destino...
La mia recensione
Sono passati quasi due anni da quando Emma ha lasciato Evan dolorante sul pavimento della casa di sua madre il giorno del suo compleanno e ha detto a Jonathan delle parole decisamente dolorose e piene di rabbia.. da quel momento in poi ha evitato tutti ed è fuggita in California dove ora frequenta l’università, vive con delle amiche ed è supervisionata sempre, se pur a distanza, dall’impareggiabile amica Sara. Emma, dopo un periodo in cui ha praticamente vegetato piuttosto che vivere, sta cercando qualcosa che la spinga a provare una qualsiasi emozione o sensazione, che la liberi finalmente dallo stato di limbo in cui si è fermata.
"Piangevo per la bambina che aveva perso il padre ma non aveva mai avuto una madre. Piangevo per la ragazza che voleva solo essere accettata, ma non era mai abbastanza. Piangevo per la ragazza che aveva sofferto pene indicibili a causa dell’odio. Piangevo per la ragazza che meritava di essere amata ma non sapeva come."
Una ragione per vivere, spostando il genere narrativo dallo young adult al new adult (finalmente!), ha acquisito un maggior spessore, rendendo la storia più frizzante ed accattivante.
Un’altra caratteristica che mi ha fatto apprezzare maggiormente questo libro è stato ritrovare Evan, che si fa vivo solo a metà libro. Il ragazzo, in occasione di un lutto, decide di tornare da Emma per sapere cosa l’abbia portata a fuggire quel giorno di due anni fa, perché lo ha lasciato senza neanche una parola e soprattutto perché ha scelto Jonathan come confidente e non si sia mai fidata, invece, di lui.
Una delle cose che non mi sono piaciute, invece, e come la protagonista, da brava ragazza che fa tutto ciò che le si chiede senza discutere, nei primi due libri, si trasformi in una ragazza alla deriva, sempre ubriaca, che cerca storie facili solo per non sentirsi sola, e sempre demoralizzante. Sembra completamente un altro personaggio!
Comunque la storia mi è piaciuta e in certi punti possiamo dire che mi ha fatto piangere (come mi ricordano alcune fan) e ho perciò deciso di dare al libro le sue meritate cinque stelle.

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