venerdì 27 giugno 2014

Recensione "The Mark" di Leigh Fallon

The Mark, di Leigh Fallon, è il primo libro della serie urban fantasy YA romantica The Carrier e il romanzo d’esordio dell’autrice.
Questo libro era davvero importante per me, non tanto per la storia, ma per il fatto che era il mio centesimo libro del 2014 che ho letto.

Di che cosa parla:
Fin dal primo momento in cui mette piede nella sua nuova scuola, in uno sperduto paesino del sud dell’Irlanda, Megan sente di essere irresistibilmente attratta dall’affascinante e solitario Adam De Rìs. Più il tempo passa, più Megan si rende conto che i suoi sentimenti per Adam trascendono la sua stessa volontà. I due ragazzi sono infatti uniti da un destino ineluttabile, che è stato scritto per loro già da molti secoli e che affonda le radici nella notte dei tempi, in un mistero antico e pericoloso. Insieme, Adam e Megan possono dominare il mondo. O distruggerlo.

La mia recensione:
Ho scoperto questo libro, grazie a un'amica che si era innamorata della copertina, che ho trovato molto bella.
The Mark è il libro d'esorido che da inizio alla trilogia omonima che presenta, a mio avviso, temi molto originali per il genere a cui appartiene, ma che purtroppo non mi ha pienamente convinta nella sua totalità.
Megan arriva nella nuova scuola, fa immediatamente amicizia con i suoi coetanei e si prende una cotta micidiale per il bellissimo e misterioso Adam DeRìs, la cui famiglia sembra nascondere segreti inconfessabili. I DeRìs non si mescolano con i propri concittadini e gli affascinanti gemelli Adam e Ainé, un po' come Edward e Alice Cullen, suscitano desiderio e invidia nei ragazzi della scuola, alimentando così storie e dicerie fantasiose su loro conto. 
Insomma, i personaggi di The mark sono la copia mal riuscita della famiglia Cullen, rivista non in chiave vampiresca ma come elemento soprannaturale presente i quattro elementi: Aria, Acqua, Fuoco e Terra. Questo è l'aspetto della trama che più mi incuriosiva.
Ho dato al libro tre stelle, in quanto la storia non mi è sembrata brutta, ma forse un po' banale.

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