venerdì 6 giugno 2014

Anteprima "Città del fuoco celeste" di Cassandra Clare

Buongiorno lettori, 
Come molti di voi sapranno è stato da poco pubblicato in america l'ultimo capitolo della serie "The Mortal Instruments" di Cassandra Clare, ovvero "City of Heavenly Fire" e tantissimi lettori l'hanno già comprato.
Ma per tutti coloro che dovranno attendere la pubblicazione italiana, c'è un regalino per voi.
La Mondadori ha infatti deciso di tradurre il prologo e il primo capitolo di "Città del fuoco celeste".

Sto arrivando.
L’oscurità ritorna nel mondo degli Shadowhunters. Mentre la società crolla intorno a loro, Clary, Jace, Simon e il loro amici devono unirsi per combattere insieme il nemico più potente che i Nephilim abbiano mai affrontato: il fratello di Clary. Niente al mondo sembra poter sconfiggerlo – devono forse allora viaggiare in un altro mondo per trovarne il modo? Vite verranno perse, l’ amore sacrificato e il mondo cambierà nel sesto e ultimo capitolo della serie The Mortal Instruments!
Prologo
STILLI  COME PIOGGIA

Istituto di Los Angeles, dicembre 2007


Il giorno in cui i genitori di Emma Carstairs vennero uccisi, c’era un tempo magnifico. D’altronde a LosAngeles era quasi sempre così. Una serena mattina d’inverno, sua madre e suo padre l’avevano lasciata davanti all’Istituto, sulle colline oltre laPacific Coast Highway dalle quali si godeva una splendida vista dell’oceano. Il cielo era una distesa senza nuvole che si allungava dalle scogliere di Pacific Palisades fino  alle spiagge di Point Dume.
La sera prima era giunta notizia di attività demoniache in corso vicino alle grotte marine nel parco naturale Leo Carrillo, e ai Carstairs era stato assegnato il compito di monitorarle. In seguito Emma avrebbe ricordato sua madre che le rimetteva dietro l’orecchio una ciocca di capelli mossa dal vento, mentre lei si offriva di disegnare una runa Antipaura al padre, che diceva ridendo di non saper bene cosa pensare delle rune così all’avanguardia: tante grazie, ma gli bastavano quelle del Libro Grigio.
Quella mattina, Emma aveva salutato in fretta i suoi conoscegenitori, abbracciandoli rapidamente prima di schizzare su per i gradini dell’Istituto, con lo zaino che le ballonzolava fra le spalle, mentre loro la salutavano  con la mano dal cortile.  
Emma era entusiasta di potersi allenare all’Istituto. Non solo lì abitava Julian, il suo migliore amico, ma si aveva la sensazione di fluttuare sull’oceano. Era un edificio massiccio di legno e pietra, in fondo al lungo viale acciottolato che serpeggiava fra le colline. Ogni stanza, ogni piano si affacciavano sull’oceano, sulle montagne e sul cielo, con le loro vaste increspature di azzurro, verde e oro. Il sogno di Emma era riuscire ad arrampicarsi sul tetto con Jules — fino a quel momento i genitori erano riusciti a sventare ogni loro tentativo — per vedere se l’occhio poteva spingersi fino al deserto, a sud.
Il portone d’entrata la conosceva, e si aprì senza difficoltà sotto il suo tocco familiare. L’ingresso e i  piani più bassi dell’Istituto erano affollati di Shadowhunters adulti che camminavano avanti e indietro. Doveva essere in corso una qualche riunione , ipotizzò Emma. In mezzo alla folla intravide il padre di Julian, Andrew Blackthorn, capo dell’Istituto. Per evitare di essere trattenuta dai soliti convenevoli, saettò verso lo spogliatoio al secondo piano, dove si tolse jeans e maglietta per indossare la tenuta da allenamento: maglietta oversize, pantaloni larghi di cotone e, dettaglio più importante di tutti, la spada a tracolla sulla schiena. 

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