domenica 13 luglio 2014

Recensione "Geek Girl" di Holly Sma

Finalmente sono riuscita a leggere 'Geek Girl' di Holly Smale, nonostante i commenti di alcune amiche che mi dicevano che non ne valeva la pena.

Di che cosa parla:
Harriet Manners, quindici anni, ha una vera passione per le liste, gli schemi e le definizioni, ha un quoziente intellettivo fuori dal comune e mangia pane tostato solo tagliato a triangoli. In generale, si sente come un orso polare nella foresta amazzonica. Sarà per questo che tutti a scuola sembrano odiarla? Quando nel modo più imprevedibile viene selezionata da una prestigiosa agenzia per modelle, Harriet afferra l'occasione al volo: è il momento di cambiare! Anche se questo significa rubare il sogno della sua migliore amica e precipitare in un mondo vertiginoso fatto di set fotografici, vestiti incomprensibili e tacchi molto, molto pericolosi. Fra cadute rovinose, colleghi affascinanti e viaggi segreti lontano da casa, l'imbranatissima Harriet scoprirà che la vera sfida è una sola: capire ciò che conta davvero.

La mia recensione:
Questo libro è simpatico, scorrevole, frizzante, con un intreccio un po' Disney e una protagonista un po' (tanto) maldestra. 
Non importa se la storia non sia delle più probabili: importa come viene raccontata, in questi casi. E Harriet Manners, la protagonista, è una strepitosa voce narrante: quindici anni, una testa piena di formule matematiche ed informazioni altamente inutili, gli interessi e gli hobby di una secchiona senza speranza di riscatto - passata dal laboratorio di scienze alle passerelle in un colpo solo, se si vogliono tralasciare, ovvio, gli scivoloni, e le gaffe, e i disastri epici trasmessi in mondovisione. Lei è una geek: la sua acerrima nemica da quando aveva cinque anni è stata così gentile da scriverglielo, con un pennarello indelebile, sullo zaino. Lei sa di esserlo, e ne va anche fiera.
Ama gli schemi, le liste, i post-it gialli. Tiene minuziosi schedari delle persone che la odiano e diagrammi a torta sulle bugie da tenere bene a mente. Appunta in segreto i suoi sogni, ma non li condivide con gli altri: troppo strani. Diventare una modella, invece, è una cosa da ragazze: un sogno normalissimo, per la quindicenne media. Peccato non sia il suo, ma quello di Nat, la sua migliore amica, che – da quando ha tipo dieci anni – ha rinunciato ai carboidrati e alle calorie in eccesso, sperando di calcare, un giorno, le passerelle più importanti. Ma il destino arriva quando non lo cerchi e la fama ti trova sempre, anche se hai fatto di un tavolo un improvvisato nascondiglio per non farti vedere. Sotto un tavolo lei conosce Nick – il “Ragazzo Leone” – e scorge le bizzarre scarpe pitonate e a punta di Wilbur: la versione maschile, più o meno, della Fata Madrina di Cenerentola. 
Il primo, un giovane modello che le fa venire gli attacchi di panico e fa schizzare alle stelle il suo personale contatore di figuracce; il secondo, un aspirante pioniere dell'alta moda che, con tutta la medesima naturalezza con cui un uomo di mezza età possa indossare un cappello a cilindro rosa, si rivolge ad Harriet chiamandola coi soprannomi più strani in assoluto.

Ho dato a questo libro tre stelle, era una storia carina e secondo me valeva la pena di leggerlo. Una lettura semplice e tranquilla.

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