mercoledì 16 luglio 2014

Recensione "Mystic City" di Theo Lawrence

In un mondo dove l’ecosistema oramai è al crollo, si dipana la storia di due ragazzi, due caste separate tra povertà, poteri mistici e ricchezza, ecco a voi 'Mystic City' di Theo Lawrence.


Di che cosa parla:
Manhattan è stata sommersa dall’acqua. In una New York del futuro, vittima del riscaldamento globale, i quartieri sono rigidamente divisi: la zona più elevata è abitata dai ricchi, mentre la classe inferiore è costretta a vivere nello squallore delle Profondità, ai livelli più bassi. I capi corrotti della città ricca sopravvivono grazie all’energia generata dai mistici, rappresentanti della classe inferiore dotati di capacità magiche. Come nella tragedia di Shakespeare, accade l’impensabile: Aria, figlia di un ricco criminale, si innamora di Hunter, un mistico ribelle e rivoluzionario, determinato a cambiare il destino del suo popolo. Un amore proibito tra due famiglie nemiche è destinato a portare lutti e dolore, ma anche a cambiare per sempre la vita di Aria e del suo mondo.

La mia recensione:
Sentivo questa strana attrazione verso il romanzo dal momento in cui è uscito, e progettavo di leggerlo da un po'. Ho una fissa incredibile per i libri ambientati nel futuro, ma come questo non ne ho mai letti. Si tratta di un ben studiato distopico con elementi paranormal perfettamente presentati, che intrigano il lettore e promettono approfondimenti nel sequel.
Sono rimasta piacevolmente colpita e conquistata dalla storia, a tal punto che ho già letto e amato il sequel 'Toxic Heart'.
Fin dall'inizio, tutti parlano di quell'amore per cui Aria ha dovuto combattere duramente, che l'ha portata a nascondersi, a preferire il pericolo piuttosto che cedere, il tipo di amore che Aria ha sempre desiderato... e che non ricorda di aver provato. Ero intrigata dalla cosa -avendo ancora tutto il romanzo davanti, le più romantiche lettrici immagineranno questo prode Romeo alle prese con vari dolcissimi tentativi per farle ricordare tutto; un'alternativa a Shakespeare curiosa, ma banale, secondo me. Per quanto magica appaia l'idea, infatti, è anche un po' sospetta. Il romanzo inizia con un prologo da brividi e commozione, e già dal primo capitolo la protagonista non ricorda proprio nulla, questo era partito inizialmente dandomi i brividi, ero intrigata dalla cosa e non vedevo l'ora che iniziassero a fluttuare dei ricordi, ma dopo un po' ha iniziato a darmi un po' sui nervi....era tutto un sogno che non si capiva e che era sfocato, e mi ricordava proprio questo: un sogno che alla mattina non riesci a ricordare e la cosa mi dava incredibilmente fastidio.

Ad una sontuosa festa di fidanzamento incontriamo il presunto Romeo, Thomas Foster, figlio dell'eterna famiglia nemica dei Rose, di cui Aria fa parte. Come loro primo incontro da quando Aria ha perso la memoria, ci si aspetta un tripudio di sguardi intensi, belle parole, lampi di ricordi che riaffiorano, brividi lungo la schiena, cuore palpitanti. Ma l'avvenente Thomas non ispira nemmeno la metà di queste sensazioni in Aria, che rimane blandamente colpita dal suo aspetto e dalle sue fattezze da Principe, tutto ciò che le serve per credere a ciò che l'intera Manhattan crede già. Ma qualcosa non va, un'inquietudine appena accennata che non si tramuta in parole, ma la si evince dal comportamento di Aria. 

Ho dato a questo libro quattro stelle, è una lettura intrigante, magica, con tanti colpi di scena, ma aveva anche quei attimi che mi davano troppo sui nervi.

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