Di che cosa parla:
Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. E' per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...
La mia recensione:
Delirium racconta la storia di Lena che vive in una Portland futura, in cui la malattia più temuta e più grave è
quella dell'Amore. Appena compiuti i 18 anni, infatti, tutta la popolazione viene sottoposta ad un intervento chirurgico in cui viene tolta la possibilità di amare, di provare sentimenti forti e di lasciarsi andare ad essi.
Questo libro mi ha colpito molto per certi versi, ti viene da porti tante domande a cui non avresti mai pensato, ti immagini una società che non vive pienamente, perché gli manca un punto fondamentale per vivere: l'amore, la passione, il poter provare dei sentimenti.
La storia è raccontata in prima persona da Lena, una ragazza di diciassette anni, che sta per essere sottoposta ad una sorta di vaccino contro l'amore. Non ha mai messo in discussione la società in cui vive anzi non vede l'ora di vaccinarsi, fino a quando non incontra Alex.
La trama raccontata in questo modo richiama un pò altri romanzi dello stesso genere pertanto per qualcuno rischia di non mostrare nulla di nuovo.
L'inizio è un pò lento, questo perché è totalmente incentrato sulle riflessioni di Lena e sulla presentazione di questa società per cui per un bel po' di pagine aspetti che accada qualcosa ma niente, almeno fino alla seconda parte dove diventa più avvincente.
E' un libro interessante senza dubbio ma il finale è inaspettato e lascia un po' delusi, però, bisogna considerare che dovrebbe esserci un sequel dunque la scelta attuata dall'autrice non meraviglia.
La società ricreata è inquietante e ben realizzata, ha sicuramente uno stile piacevole (soprattutto per la seconda parte) che ho imparato ad apprezzare nel suo romanzo d'esordio e protagonisti che non passano inosservati.
La trama raccontata in questo modo richiama un pò altri romanzi dello stesso genere pertanto per qualcuno rischia di non mostrare nulla di nuovo.
L'inizio è un pò lento, questo perché è totalmente incentrato sulle riflessioni di Lena e sulla presentazione di questa società per cui per un bel po' di pagine aspetti che accada qualcosa ma niente, almeno fino alla seconda parte dove diventa più avvincente.
E' un libro interessante senza dubbio ma il finale è inaspettato e lascia un po' delusi, però, bisogna considerare che dovrebbe esserci un sequel dunque la scelta attuata dall'autrice non meraviglia.
La società ricreata è inquietante e ben realizzata, ha sicuramente uno stile piacevole (soprattutto per la seconda parte) che ho imparato ad apprezzare nel suo romanzo d'esordio e protagonisti che non passano inosservati.
Ho dato al libro tre stelle; è una lettura piacevole, ma un po' lenta, spero che nel suo sequel le cose diventeranno più avvincenti.

Nessun commento:
Posta un commento