mercoledì 10 settembre 2014

Recensione di "Requiem" di Lauren Oliver

Ed ecco l'ultimo romanzo della trilogia di 'Delirium' (recensione qui). Sequel di 'Chaos' (recensione qui) siate pronti a una fine che spezza il cuore...!

Di che cosa parla:
Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l’amore dalla faccia della terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle Terre Selvagge, dove ha anche reincontrato Alex, il primo amore che pensava morto… Ormai, però, nemmeno le Terre Selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l’esistenza degli Invalidi e i Regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine. 

La mia recensione:
Chaos si era concluso nel peggiore e nel migliore dei modi allo stesso tempo.Dopo che Lena era riuscita a fuggire insieme a Julian ed entrambi avevano finalmente trovato la libertà nelle Terre Selvagge, Alex aveva fatto la sua inaspettata e dolorosa ricomparsa.

Requiem riprende proprio da lì. Lena è in viaggio insieme al suo gruppo e con lei ci sono sia Alex che Julian. Alex che la respinge ingiustamente, Julian che si trova suo malgrado a fare da terzo incomodo. 

Intanto, con l'introduzione del punto di vista di Hana, la migliore amica di Lena, la narrazione si divide tra l'una e l'altra.Hana, che è stata curata e sta per sposarsi con il futuro sindaco di Portland, ci mostra le cose attraverso i suoi occhi; attraverso i pensieri di qualcuno che è stato sottoposto alla cura e che non vede più le cose come un tempo, ma che allo stesso tempo in qualche modo è rimasto se stesso. 


A lettura conclusa posso tranquillamente affermare che ho trovato Requiem il più debole tra i tre romanzi che compongono la trilogia. Delirium mi era piaciuto, Chaos mi aveva conquistata ancora di più. Requiem se non l'avessi letto sarebbe stata la stessa cosa.


La parte relativa a Lena l'ho trovata semplicemente insulsa, inutile, vuota. Si può dire che tra quelle pagine non accade praticamente niente, non davvero. Il tutto è stato troppo incentrato su un triangolo che in fin dei conti era inesistente dal principio. Il lettore lo sapeva, Lena lo sapeva, la Oliver stessa lo sapeva senza dubbio. Quindi il mio unico pensiero è: perché?


Personalmente non mi ha convinta nemmeno il finale che è stato considerato da molti invece il punto di forza del libro. L'ho trovato troppo sbrigativo, troppo aperto, troppo buttato lì. Ho avuto l'impressione che la Oliver se ne sia voluta lavare le mani senza prendersi la responsabilità di scrivere davvero la parola "fine" e la cosa non mi è affatto piaciuta. Del tipo mi ha lasciata con più domande di quante ne avevo all'inizio.


Una volta finito Requiem mi sono sentita solo dispiaciuta, delusa e amareggiata perché non avevo trovato niente di quello che cercavo, niente di quello che mi era tanto piaciuto nei libri precedenti e ho seriamente pensato che se avessi letto un riassunto di tre righe sarebbe stato assolutamente lo stesso. Un. Vero. Peccato. Mi dispiace dirlo ma ho dato solo due stelle a questo romanzo e dicendo questo aggiungo che la Oliver mi ha delusa molto.

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