lunedì 7 luglio 2014

Recensione "Divergent" di Veronica Roth

Esatto anch'io sono nel gruppo di persone che ha letto Divergent, in realtà ho letto la trilogia di Veronica Roth per puro caso, anche se poi molti si sono lamentati che è la brutta copia di Hunger Games, e quindi lo avrei letto comunque.


Di che cosa parla:
Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza...

La mia recensione:
Ho sentito molti commentare questo libro come la brutta coppia degli Hunger Games, quando i due libri hanno poco di simile, se non solo il fatto che sia presentato nel futuro. Quindi per me è una copia di Hunger Games? Assolutamente NO!
Sicuramente potranno trovarsi sullo stesso scaffale e chi ha letto uno dei due, dopo leggerà anche l'altro.
Ma non li definirei nemmeno simili. Premesso che ho amato Hunger Games, devo dire che non mi aspettavo di amare anche questo, sentendolo definire da molti una copia e roba già sentita.

«Decine di anni fa i nostri antenati capirono che le guerre
non erano dovute a ideologie politiche, fedi religiose, divisioni di
razza o nazionalismi. Scoprirono che l’origine stava nella natura
dell’uomo, nella sua inclinazione al male, in qualunque sua forma.
Così si divisero in fazioni, per cercare di sradicare quei comportamenti
che pensavano fossero la causa del disordine nel mondo.»

Ammetto che non sempre sono riuscita ad apprezzare il modo di fare di Tris, un momento sembrava una ragazza coraggiosa e altruista, un momento dopo mi è sembrata indifferente ed egoista.
Poi, in alcune situazioni non riesco proprio a capacitarmi di come un'adolescente come Tris, dopo averne passate tante, mantenga la sua sanità mentale.
Tutto sommato è una lettura intrigante anche grazie ad uno stile scorrevole, un linguaggio semplice, la giusta dose di colpi di scena e molta azione (combattimenti, fughe rocambolesche, prove pericolose).
Il finale non lascia l'amaro in bocca ma molte domande restano senza risposta, nell'attesa del prossimo volume.

«La paura non ti paralizza, ti accende. L’ho visto. È affascinante.» 
Mi lascia andare ma non si scosta, la sua mano mi sfiora il mento, il collo. «A volte vorrei solo… rivederlo. Vedere come ti accendi.»

Ho dato al primo romanzo della trilogia cinque stelle, ne consiglio la lettura sopratutto a chi ha intenzione di vedere il film, perché quest'ultimo come al solito è un po tirato via e senza il libro molte parti non si capiscono e di conseguenza non si può apprezzare la storia. 
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